Android anche per computer nel 2017, fusione con Chrome OS

Tra un paio d’anni Android si fonderà con Chrome OS, integrandone le funzioni nate per i notebook Chromebook e i desktop ChromeBox. Nascerà così un sistema operativo universale che funzionerà su smartphone, tablet e computer senza soluzione di continuità.

Google unirà Android e Chrome OS in un unico sistema operativo, che funzionerà su smartphone, tablet e computer – in particolare i portatili Chromebook. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, secondo cui la fusione sarà effettiva già dal 2017, con una demo in anteprima nel corso del 2016. Secondo le fonti citate, i tecnici di Google sono al lavoro già da due anni su questo progetto, e ultimamente sono fatti progressi rilevanti.

Sundar Pichai

Se confermata, si tratterebbe di una svolta attesa da parte di Alphabet, la giovane holding che controlla Google. Il primo segnale forte in questa direzione, in effetti, risale al 2013, quando Sundar Pichai fu nominato direttore unico per entrambi i team di sviluppo. E un anno prima lo stesso Pichai aveva affermato che i due sistemi operativi si sarebbero fusi, un giorno.

Ancora secondo l’articolo del WSJ, sarà Chrome OS a essere integrato in Android, e quindi quest’ultimo si arricchirà di funzioni pensate originalmente per i Chromebook. In particolare, Android dovrebbe integrare quella “anima cloud” che contraddistingue oggi Chrome OS – diventando così un sistema operativo per notebook e desktop.

L’unione di queste due anime significa anche risolvere una dicotomia: Android è basato sul concetto di applicazioni native, che si scaricano, si installano e si avviano sul dispositivo. Chrome OS invece si fonda su un approccio “cloud first” per cui ogni azione e attività è legata alla Rete. In entrambi i casi ci sono tuttavia delle “deviazioni”: diverse applicazioni Android sono poco più che web app riconfezionate, mentre su Chrome OS ci sono limitate possibilità di lavorare anche offline.

Chrome OS inoltre si presta bene (benino) a un piccolo portatile, ma mostra il fianco se cerchiamo di usarlo su uno schermo di grandi dimensioni. Android, da parte sua, è ottimo su smartphone, un po’ meno su tablet e molto meno sui pochi computer che sono stati fatti finora.

Unica eccezione, forse, il recente Pixel C. Si tratta di un tablet Android di alta qualità con una tastiera separabile, sulla falsa riga di iPad e (alla lontana) Surface Pro. Sulla carta è un ottimo prodotto, ma è più che altro uno sguardo al futuro. Nel presente Android su computer è ancora un’idea almeno nebbiosa.

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“La differenza?”, “credo che Android offra un maggior margine di adattamento a dispositivi di grandi dimensioni, rispetto a quanto ne offra Chrome OS per risolvere i suoi vari problemi. […] ChromeOS non dà ancora l’impressione di un sistema operativo finito. L’interfaccia cambia considerevolmente con gli aggiornamenti, mancano ancora funzioni essenziali, ed elementi fondamentali del sistema operativo, come il menu impostazioni, semplicemente non fanno pensare che saranno mai ben realizzate”.

Android contro Windows 10 (e Ubuntu)

Ovviamente i lettori più attenti avranno notato che la nuova politica di Alphabet replica in pieno quella di Microsoft con Windows 10 e Canonical con Ubuntu. Un solo sistema operativo per tutti i dispositivi, con gli innumerevoli vantaggi dati dalla sincronizzazione e la possibilità di usare le stesse applicazioni su più dispositivi.

Il vantaggio di Microsoft è che nel 2017 Windows 10 sarà già in circolazione da due anni circa. L’azienda avrà già maturato una discreta esperienza, ci sarà già un buon numero di Universal App e probabilmente un buon numero di persone vincolate ai vari servizi MS.

L’azienda di Redmond, da parte sua, farà certamente il possibile per trasformare i milioni di utenti Windows 10 in utenti Windows Phone. Pur sapendo che questo non è necessariamente l’obiettivo primario, tanto che Microsoft sta sviluppando anche una propria strategia per “colonizzare” Android con le proprie applicazioni e servizi – l’ultima mossa è il launcher Arrow, pubblicato poche ore fa.

Android Marshmallow
Android Marshmallow

Alphabet invece partirà con un sistema operativo diffusissimo, secondo in effetti solo a Windows. La sfida sarà convincere i consumatori che Android può essere anche un sistema operativo desktop, una vera alternativa proprio a Windows e OS X.

Da questi giochi sembra restare fuori Apple, che per il momento non sembra intenzionata a fondere OS X e iOS, ma piuttosto preferisce integrare i vari servizi tra i due sistemi operativi mantenendoli però sempre separati. È sicuramente possibile che anche l’azienda di Cupertino si accodi a questa tendenza, e lo faranno se ci vedranno un qualche vantaggio.

Ma fino a oggi le scelte di Apple si sono rivelate vincenti in termini di fatturato, vendite e numero di clienti. In effetti, sembra che la concorrenza sia proprio tra Alphabet/Google e Microsoft, con Apple che può muoversi con più cautela, osservando ciò che fanno gli altri prima di prendere una decisione.

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