Blackout informatico in Sicilia, mai cedere i dati sensibili dei cittadini!

Il blackout informatico in Sicilia dimostra che non si devono mai cedere ai privati i dati sensibili dei cittadini, come quelli sanitari.

 

Può una Regione appaltare a una società privata la gestione dei dati sensibili dei suoi cittadini, come quelli sanitari? La Sicilia lo aveva fatto qualche anno fa, affidandoli alla valdostana Engineering. Solo che non l’ha pagata. Quando il credito è lievitato a 114 milioni, Engineering ha staccato la spina, lasciando in brache di tela sportelli ospedalieri, servizi, posta elettronica, protocollo digitale. La paralisi informatica è durata due giorni, poi stamane il rubinetto è stato riaperto. Fino alla prossima puntata. Già, perché questa è una vicenda che si trascina da anni.

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Sito in allestimento, non è un bel  biglietto da visita

Engineering era il socio privato di Sicilia e-Servizi, la società informatica della Regione. Basta fare un salto sul sito ufficiale per leggere il desolante messaggio “sito in allestimento“, inequivocabile biglietto da visita. Ora, una società di informatica che si presenta così, che non è nemmeno in grado di aggiornare il suo sito (l’ultimo comunicato stampa risale al 21 luglio, e l’anno non è precisato), non dà certo mostra di affidabilità ed efficienza.

In attesa degli sviluppi, questa triste storia siciliana è la dimostrazione delle scelte scellerate fatte da non poche Amministrazioni Pubbliche. I dati sensibili dei cittadini – quelli sanitari in primis – non vanno mai fatti ceduti all’esterno. Devono essere gelosamente custoditi nei server pubblici e girare su piattaforme informatiche moderne e sicure.

Molto presto, se sarà rispettato il ruolino di marcia dell’Agenda Digitale, sarà attivo il Fascicolo Sanitario Elettronico di ogni cittadino italiano. Queste delicatissime informazioni non devono essere alla mercé di qualcuno in grado di staccare la spina.

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