Enel Open Fiber per posare metri di fibra dove esiste già

Enel Open Fiber sarà operativa da gennaio. La nuova società ENEL agevolerà le Telco nello sviluppo delle reti fiber-to-the-building.

Enel Open Fiber è il nome della società che da gennaio si occuperà della realizzazione di una rete in fibra ottica basata sulla rete elettrica gestita da Enel Distribuzione. Nello specifico, come è stato già ampiamente spiegato dall’azienda, l’impegno è di sfruttare i propri cavidotti e infrastrutture per la posa di fibra spenta tra gli armadi in strada e i contatori di energia. In pratica decine di metri che consentirebbero agli operatori di telecomunicazioni di implementare architetture fiber-to-the-building o fiber-to-the-home. Fermo restando il fatto che senza una rete in fibra in città sarà tutto pressocchè inutile.

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“Ribadisco che l’operazione è aperta a tutti gli operatori interessati, Telecom compresa. E infatti con tutti stiamo dialogando. Sarà una società con una governance aperta e senza vincoli particolari: neppure quello del mantenimento del controllo da parte di Enel”, ha spiegato l’amministratore delegato Starace a La Stampa.

Enel Open Fiber non vuole diventare un operatore TLC bensì un fornitore delle telco che si farà pagare un canone per i suoi servizi. E per quanto riguarda gli investimenti si parla di fondi propri, dei partner e del Governo – per le aree a fallimento di mercato.

La verità ancora una volta è che quello di Enel è un progetto che non risolve il problema di connettività degli italiani. Il nodo del digital divide non è certo passare da un servizio fibra domestico da 50 Mbps a 100 Mbps, bensì portare a tutte le famiglie almeno 30 Mbps. Enel Open Fiber è un attore in più che può coagulare investimenti e ridurre i costi per lo sviluppo, ma tocca un ambito marginale. Se la fibra non raggiungerà le città, Enel Open Fiber potrà anche decidere di mettere in autonomia il suo capello di fibra spenta, ma gli italiani non sapranno che farsene.

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Nel frattempo, proprio oggi, TIM e l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali Immobiliari hanno siglato un accordo che dovrebbe agevolare la realizzazione del piano nazionale NGAN di TIM in tecnologia FTTH (Fiber To The Home).

“Grazie a questa intesa TIM, nelle aree comuni degli edifici previsti dal piano nazionale delle 100 città, provvederà all’installazione e alla manutenzione della fibra ottica collegando direttamente, e senza alcun onere per il condominio, il cabinet stradale alle abitazioni e agli uffici”, si legge nella nota ufficiale.

Si tratta di un vero e proprio protocollo di valore nazionale, già sperimentato a Torino, che sarà impiegabile dagli amministratori per semplificare le operazioni di cablaggio. In modo che gli utenti possano utilizzare una connessione ultrabroadband a partire da 100 Megabit al secondo e potenzialmente fino a 1 Giga (1.000 Megabit).

Che vuol dire tutto questo? Semplicemente che TIM con o senza ENEL porterà la fibra negli edifici di 100 città.

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