Evoluzione copertura post fusione Wind e 3 Italia: Free Mobile affila i coltelli

In continua evoluzione il discorso reti relativo alla fusione Wind e 3 Italia.

Come già accennato in uno dei nostri precedenti articoli, il processo di unificazione del parco antenne è in fase di test preliminare, con graduale attualizzazione a partire dal mese di maggio. Tra poco più di un mese i clienti H3G potranno già sfruttare il roaming di Wind, divincolandosi, man mano, da TIM (il vincolo si scioglierà ufficialmente in estate, quando la fusione Wind e 3 Italia potrà dirsi effettiva dal punto di vista delle infrastrutture).

Per il primo periodo, gli abituali utenti H3G potrebbero appoggiarsi sulla rete Wind senza accorgersene (in 2G e 3G, per il 4G si procederà a posteriori, onde evitare un sovraccarico massiccio), in quanto sui display dei rispettivi dispositivi continuerà a figurare la classica scritta ‘3 Italia’. Il roaming, in ogni caso, dovrebbe rientrare nel range di un’operazione necessaria ai fini della fusione Wind e 3 Italia, quindi dubitiamo comporti una qualche spesa extra per chi ne usufruirà (tra l’altro anche inconsapevolmente).

Sullo sfondo resta Free Mobile, il quarto operatore nazionale che ha già raccolto diversi consensi in Italia. Non mancano chi nutre forti dubbi sulla bontà dei servizi che erogherà: c’è chi lo paragona alla vecchia Blu, ed altri che sono pronti a scommettere non farà certamente meglio di quanto non sia riuscita a fare H3G da sola in questi anni.

L’installazione di un nuovo apparato incontra sempre grosse resistenze nel nostro territorio: la creazione di nuove BTS(Stazione radio base), non è vista di buon occhio dai piccoli comuni, per via dell’aumento del tasso di inquinamento elettromagnetico cui si andrebbe incontro.

Free Mobile dovrebbe comunque riuscire nell’impresa grazie alla cessione di unpacchetto di circa 5 mila antenne (parte del network di H3G, più precisamente la porzione che avanzerà dal processo di joint venture, verrà acquisito dal gestore francese, cui poi si affiancherà anche il roaming voce e dati dell’operatore unificato per un quinquennio, rinnovabile per altri cinque anni), attive e funzionanti nei grandi centri italiani.

In ogni caso, lil quarto operatore, dovrà rimboccarsi le maniche, per garantire una copertura sempre più capillare in vista degli anni che verranno (per poi, in futuro, riuscire anche a svincolarsi dal roaming di WindTre, proprio come sta succedendo attualmente in Francia).

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