Facebook M, l’assistente virtuale più umano che ci sia. Forse.

Facebook M

Ci vorrà ancora parecchio prima di vederlo in Italia, ma nelle ultime settimane ha incuriosito molto Facebook M, l’assistente personale del social network che è attualmente in fase di testing per alcuni fortunati residenti in California.

La particolarità di M rispetto ai vari Siri, Google Now e Cortana, è che punta non tanto a dare delle risposte, quanto piuttosto a compiere delle azioni al nostro posto. A Google Now e compagnia possiamo chiedere la popolazione di Roma e domande del genere e la risposta sarà sempre esaustiva, probabilmente anche più di quella di M, ma l’assistente di Facebook può ordinare del cibo per noi, prenotare un volo aereo e tanto altro. Il tutto, semplicemente chattando tramite Messenger.

 

Nell’hands on di The Verge, ad esempio, l’autore Nick Statt si stupisce (e a ragione!) che Facebook M sia riuscito a risolvere una controversia su Amazon al posto suo. Statt voleva un rimborso per un prodotto arrivato danneggiato a causa del trasporto, ha chiesto ad M di investigare e, neanche un’ora dopo aver fornito mail e numero ordine, ha ricevuto conferma che Amazon gli avrebbe rimborsato il prodotto.

Se vi state domandando come tutto questo sia possibile, si tratta di un ottimo mix tra analisi semantica e reale centro assistenza: le chat con M vengono elaborate automaticamente dal software ma, una volta che si concretizza una richiesta, questa viene presa in carico da una persona reale che si occupa del problema. Il burrito consegnato al suddetto Statt è stato ordinato da dipendente Facebook (che ha preso l’incarico tramite M), così come anche la controversia con Amazon è stata risolta grazie ad un uomo in carne ed ossa.

Se a questo ci aggiungete un’ottimo motore di risposte automatiche e un linguaggio molto informale, capirete perché Facebook M risulta essere l’assistente più “umano” finora mai visto: si occupa di cose sulle quali Google Now, Siri e Cortana non potrebbero mai competere.

Facebook M hands on The Verge

D’altra parte, c’è un aspetto che lo rende più asettico e quindi “artificiale” (almeno rispetto a Siri e Cortana, mettendo da parte Google Now): per come è stato progettato, Facebook M non punta ad avere una “personalità”. Non si metterà a scherzare, a raccontare barzellette o a cantare canzoni, neanche se glielo chiedete. Non vi darà mai un’opinione su un argomento (mentre se chiedete di Steve Jobs a Siri state pur certi che ascolterete solo commenti positivi) e risponderà sempre nella maniera più imparziale possibile.

Per questo motivo, si viene a creare uno strano mix in cui nonostante Facebook M sia evidentemente la tecnologia più vicina ad un maggiordomo in carne ed ossa che ci assiste nei nostri bisogni, non si esporrà mai su nulla. Chissà, forse per paura di essere licenziato.

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.