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La prima macchina che impara osservando

Nuova generazione che potrà fare a meno dei programmi

Per la prima volta una macchina ha imparato semplicemente osservando, senza ricevere alcuna istruzione diretta: è l’ultimo traguardo raggiunto dall’intelligenza artificiale e il primo passo per una nuova generazione di macchine in grado di ‘capire al volo’ ogni istruzione senza essere programmate. In futuro macchine del genere potrebbero anche capire il comportamento umano, arrivando perfino a prevederlo. A ottenere il risultato, pubblicato sulla rivista Swarm Intelligence, è stata l’università britannica di Sheffield.

Il metodo che ha permesso di ottenere questo risultato si basa sul gioco dell’imitazione proposto dal papà dei computer, il matematico britannico Alan Turing, per verificare se una macchina sia in grado di ‘pensare’.

Mentre il test di Turing consiste in una sfida tra l’uomo e il computer nella quale quest’ultimo vince se viene scambiato per ‘umano’, l’esperimento dell’università di Sheffield vede in campo un programma di intelligenza artificiale e due sciami di robot, uno dei quali è in grado di apprendere e di imitare i movimenti dell’altro. Il compito in cui ha dovuto cimentarsi l’intelligenza artificiale è stato riconoscere lo sciame che imita l’altro: un obiettivo che la macchina ha raggiunto in pieno, semplicemente osservando con attenzione i movimenti dei robot.

“Il vantaggio di questo approccio è che l’uomo non dovrà più fornire istruzioni alle macchine”, ha osservato Roderich Gross, che ha coordinato la ricerca. ”Immaginate che si voglia creare un robot pittore che dipinga come Picasso. Qualcuno – ha spiegato – dovrebbe prima dire agli algoritmi di apprendimento come si fa a dipingere come Picasso. Il nostro metodo non richiede tali conoscenze a priori, dovremmo solo premiare il robot che riesce a dipingere da solo come Picasso”.

Macchine in grado di imparare semplicemente osservando, ha detto il ricercatore, potrebbero permettere in futuro di ottenere sistemi di intelligenza artificiale in grado di prevedere il comportamento umano, con applicazioni nel campo della sicurezza, per esempio per scoprire se qualcuno sta mentendo nelle verifiche di identità online.

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.