La prossima grande rivoluzione della tecnologia? L’intelligenza artificiale, secondo il creatore di Android

Dopo l’avvento e l’affermazione degli smartphone, il mondo della tecnologia sta vivendo una fase di relativo ristagno. A ogni nuova generazione, i prodotti sono migliori, a volte tanto, a volte poco, ma non c’è più quella sensazione di rivoluzione, di prodotto che cambia completamente le carte in tavola. Abbiamo tutti Internet nelle nostre tasche, sempre a disposizione con le sue infinite possibilità; la differenza tra un device e un altro è quanto bene riusciamo a sfruttarlo, e quanto abbiamo pagato il device.

Quale sarà la prossima grande rivoluzione? È una domanda che in molti, dai semplici appassionati ai professionisti del settore, si pongono. Il 3D nelle TV? I droni? La stampa 3D? Secondo Andy Rubin, fondatore di Android, sarà qualcosa che avrà a che fare con l’intelligenza artificiale e la robotica. Non dovrebbe stupirci, visto che la sua attuale occupazione è dirigere Playground, un incubatore di startup dedicato proprio a questo mondo, a cui già si era avvicinato quando era dipendente Google.

“La robotica e l’automazione saranno presenti ovunque nelle nostre vite”, dice l’ex-Googler, che sta investendo in compagnie come Connected Yard, in grado di fornire analisi chimiche in tempo reale delle piscine, e castAR, una sorta di concorrente di HoloLens a realtà aumentata.

E per quanto riguarda il mobile? Rubin crede che il duopolio Android/iOS che c’è oggi non fornisca condizioni di concorrenza sufficiente per garantire un’evoluzione rapida e importante del settore e che Microsoft stia lavorando alla grande con Windows 10. Soprattutto, apprezza l’approccio “open” di Microsoft nel rilasciare le sue app più importanti (come Office) sulle altre due piattaforme.

Infine, un piccolo pensiero per quella che secondo lui è una delle maggiori conquiste del settore, specialmente per quanto riguarda il mercato nordamericano: la graduale perdita di potere dei carrier sulla vendita dei telefoni, una cosa scontata da noi in Europa e in Asia. “È il cambiamento più grande negli ultimi dieci anni”, dice Rubin.

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.