L’hacker di iPhone e PS3 al lavoro su un’auto autonoma

George “GeoHot” Hotz sfida Elon Musk e Tesla con una tecnologia per rendere le automobili capaci di guidare da sole. Tesla non la prende bene e risponde piccata.

George “GeoHot” Hotz è stato il primo a creare il jailbreak dell’iPhone. Le cronache più recenti l’hanno visto bucare anche la Playstation 3, cosa che gli è costata una causa lunga e dolorosa con Sony. Un genio, senza dubbio, che ha lavorato anche in Google e Facebook. Una mente così brillante che in un mese, nel suo garage, dice di aver messo in piedi il suo progetto di auto autonoma.

Un progetto artigianale certo, ma che ha mire ben più ambiziose e che rappresenta una nuova prova delle capacità di questo ventiseienne. GeoHot ha modificato una Acura ILX bianca del 2016 dotandola di un sistema radar basato su laser (lidar) sul tetto e una telecamera montata vicino allo specchietto retrovisore. Un joystick sporge dove di solito si trova il cambio e uno schermo da 21,5 pollici è al centro del cruscotto. “Tesla ha solo uno schermo da 17 pollici”, commenta Hotz. C’è ovviamente un’unità centrale con a bordo una versione di Linux.

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Hotz nel suo garage – immagine: Bloomberg

Hotz spiega che oggi la sua tecnologia di guida autonoma è simile alla funzione AutoPilot di Tesla, ossia funziona meglio sulle autostrade che non nelle caotiche strade cittadine. Durante una prova su strada, effettuata dal giornalista di Bloomberg Ashlee Vance, il sistema ha dimostrato di funzionare piuttosto bene e di migliorare con l’esperienza e il tempo. Già, a bordo c’è un software evoluto, che lo stesso Hotz ha messo a punto.

Secondo lui gli attuali software di intelligenza artificiale e le telecamere di tipo consumer sono sufficientemente buoni per creare un sistema di guida autonoma per qualsiasi auto. Per questo sta lavorando su un “pacchetto” hardware e software dal costo di 1000 dollari da vendere ai creatori di automobili interessanti ma anche a consumatori. “Ho già 10 amici che ne vogliono acquistare uno”, dice.

Il tutto è composto da sei telecamere simili a quelle che si trovano negli smartphone, da disporre intorno alla macchina. Due devono essere poste vicino allo specchietto retrovisore, una nella parte posteriore, due laterali per coprire i punti ciechi e una soluzione fisheye sulla parte superiore. Il tutto comandato da un software istruito tramite una “rete neurale”.

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L’Acura modificata – immagine: Bloomberg

Hotz pensa di avere tra le mani una soluzione tecnologica interessante, migliore di quella di Mobileye, azienda israeliana che fornisce Tesla Motors, BMW, Ford Motor, General Motors e altri con tecnologie per la guida assistita. Ne è così convinto da aver sfidato nientemeno che Elon Musk.

Secondo Bloomberg un amico presentato Hotz al fondatore di Tesla, Elon Musk, il quale avrebbe cercato di assumerlo promettendogli un ottimo contratto se avesse realizzato qualcosa di migliore della tecnologia di Mobileye. Hotz tuttavia rigettò l’offerta, pur accettando la sfida di Musk e promettendogli che si sarebbero risentiti quando avrebbe messo a punto la sua tecnologia. Presto pubblicherà un video online in cui dimostrerà di avere un sistema tecnologico migliore di quello installato sulle Tesla.

Quella di Hotz non è semplicemente una variante a basso costo della tecnologia per la guida autonoma esistente. “Ho capito come porre il problema della guida in modo compatibile con il deep learning“, dice Hotz. Invece delle centinaia di migliaia di righe di codice che si trovano in altri veicoli a guida autonoma, il software di Hotz si basa su circa 2.000 linee.

Da Tesla, un po’ a sorpresa, fanno sapere che ritengono “molto improbabile che una sola persona o persino una piccola azienda senza grandi capacità di progettazione e verifica ingegneristica sia in grado di produrre un sistema di guida autonoma che si possa installare su veicoli in produzione”.

Avere un sistema di machine learning corretto al 99% è relativamente facile, ma avere una correttezza del 99,9999%, che è l’obiettivo da centrale, è incredibilmente più difficile“. Tesla infine chiarisce che il sistema di guida automatica delle sue ultime auto è stato progettato e sviluppato in casa, non è di Mobileye. Insomma, Musk e Tesla non credono che GeoHot possa creare un sistema migliore del loro. Chi avrà ragione?

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.