Perché Telecom Italia può meritare fiducia grazie a Vivendi

Il nuovo azionista forte di Telecom Italia ha tutto l’interesse a migliorare i servizi di connettività per veicolari i suoi contenuti.

“Sei solo chiacchiere e distintivo”, diceva Al Capone a Eliot Ness nel cult movie “Gli Intoccabili” di Brian de Palma. Verrebbe da pensare che questa frase non può essere più indirizzata a Telecom Italia. È vero, il distintivo c’è sempre, ma è cambiato nelle forme e nei contenuti. La presentazione del nuovo logo TIM di mercoledì scorso in fondo voleva farsi veicolo di questo cambiamento.

TIM

E le ultime dichiarazioni dell’AD di Vivendi Arnaud de Puyfontaine – nuovo azionista forte di Telecom Italia – ispirano fiducia. “È come avere una Ferrari e chiederle di andare per le stradine di campagna, la rete Telecom non sarà seconda a nessuno: come dicono gli anglosassoni, se il contenuto è re, la distribuzione è regina“, ha detto ieri in audizione al Senato.

Cosa vuol dire? Semplicemente che è nello stesso interesse dell’azionista di maggioranza offrire servizi di connettività adeguati per distribuire i propri contenuti (e non solo). Il parallelo più adeguato è quello con Amazon. Che senso avrebbe disporre del miglior e-commerce del mondo se la logistica facesse acqua.

Vivendi è un colosso dei media da 10 miliardi di euro di fatturato. Possiede la TV a pagamento Canal+, la casa discografica Universal Music, la piattaforma video DailyMotion e altre attività che vanno dal ticketing online al video-on-demand di Watchever. Insomma, ha molti contenuti da offrire. Telecom ha le “tubature”. Il matrimonio è perfetto.

Vivendi

Poi c’è un altro attore che ispira simpatia: si chiama Xavier Niel. È un imprenditore francese di successo che ha una quota di Telecom pari a circa il 15% (Vivendi è al 21%). A lui si deve la tempesta che si è abbattuta nel mercato delle telco francesi. Con i provider Iliad e Free negli ultimi 16 anni ha fatto germogliare il mercato low-cost nei settori residenziale e mobile.

“Saremo pragmatici nel valutare tutte le opzioni per la banda larga”, ha detto de Puyfontaine. “Vogliamo sviluppare insieme il piano strategico”. E il riferimento era a Metroweb, Enel e chiunque sia disponibile a collaborare.

Appuntamento al prossimo 16 febbraio quando a Londra Telecom illustrerà alla comunità finanziaria il nuovo aggiornamento del suo piano industriale.

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