Recensione Samsung Galaxy Note 5

Samsung ha reso il Galaxy Note più simile ai prodotti della linea Galaxy S, dotandolo anche di un software più rifinito e una nuova e migliore S Pen. La mancanza di SD Card e batteria rimovibile a molti non piacerà, ma è sicuramente un ottimo telefono.

note 5

Introduzione

Il primo Samsung Galaxy Note era un prodotto di nicchia, ma con ogni nuovo aggiornamento è diventato sempre più un oggetto di grande diffusione, o forse sono i prodotti “di massa” che sono diventati via via più simili al Galaxy Note. In ogni caso il Galaxy Note 5 è il massimo rappresentante di questa tendenza, e riprende molti dei suoi elementi di design e specifiche direttamente dal Galaxy S6, vale a dire il modello che storicamente è quello con la maggiore diffusione.

galaxy note 5 black top screen

Il Note 5 ha infatti un nuovo aspetto e un design che sfrutta abbondantemente metallo e vetro, e le dimensioni sono state ridotte per renderlo più facile da impugnare, con un bellissimo schermo e un sensore d’impronte digitali comodo e veloce. E naturalmente ritroviamo la ben nota S Pen. Tanti miglioramenti quindi, ma due cose sono state eliminate: la batteria rimovibile e lo slot per scheda MicroSD, che finora erano stati colonne portanti dei Galaxy Note.

A maggior ragione quindi possiamo affermare che il Galaxy Note non è più un prodotto di nicchia. È pensato per piacere a molte persone, e questo significa anche scrollarsi di dosso funzioni usate solo da pochi in favore di un oggetto che piacerà a un pubblico più vasto. Rendere un telefono più universale senza comprometterne le qualità, tuttavia, a volte può essere difficile. Ma Samsung si è sforzata per evitare errori con il Note 5. Vedremo nelle prossime pagine qual è il risultato.

Questa recensione è stata scritta da Andrew Martonik dopo una settimana con il Note 5 da 32 GB. Lo abbiamo usato in abbinamento all’headset Bluetooth Samsung Level U, e il software è stato aggiornato una volta alla versione N920CXXU1AOH2, non appena ricevuto il Note 5.

Della revisione si è occupato il caporedattore di Android Central Phil Nickson, che ha usato un Note 5 con Verizon (N920VVRU1A0GI) per alcuni giorni, e che ha aggiunto alcune sue riflessioni in questo testo.

Galaxy Note 5 Hardware

Il Galaxy Note 4 ha rappresentato una decisa svolta di design per Samsung, grazie al generoso uso di metallo, confermata sei mesi dopo dal Galaxy S6. Sembra che Samsung sia soddisfatta dei propri risultati quanto a design industriale, e così lo ha riproposto con il Galaxy Note 5 – praticamente senza variazioni.

galaxy note 5 bottom angle

E con questo non voglio in alcun modo dire qualcosa contro il Note 5: mi piace molto l’aspetto del Galaxy S6, nonostante la sua ergonomia discutibile e la (s)comodità di avere una cover posteriore in vetro; così come mi piace il nuovo Note. Una solida cornice di metallo gira tutto intorno al dispositivo e ne avvolge i bordi con grande precisione, con le sole interruzioni dei pulsanti, porte e linee di separazione per le antenne, dove necessario. È bello da vedere ma anche resistente e comodo da usare, perché offre una superficie meno scivolosa del vetro usato davanti e dietro.

Essendo più grande del GS6, il Note 5 ha un po’ più di metallo da impugnare, nonostante i bordi siano stati resi più sottili dal design curvo. Il Gorilla Glass 4 posteriore è infatti ricurvo come la parte frontale del Galaxy S6 Edge+, e questo conferisce al Note 5 un maggiore comodità – senza dubbio Samsung ha capitalizzato le imperfezioni nel design del GS6.

Il vetro si unisce perfettamente con i bordi di metallo, che a loro volta si sposano armoniosamente con il vetro piatto del pannello frontale. Qui troviamo il tipico tasto Home di Samsung e l’altoparlante telefonico, unici elementi che spezzano la superficie di vetro. C’è giusto lo spazio per i sensori e la fotocamera frontale, sopra, e per il già citato pulsante Home sotto – che ora integra il sensore d’impronte digitali – e un paio di pulsanti capacitivi.

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Questo design è sigillato, e non è più possibile estrarre la batteria o aggiungere una scheda MicroSD, ma il lavoro sulla progettazione ha reso questo telefono da 5,7 pollici più compatto e maneggevole: Il Note 5 è più corto, stretto e sottile del Note 4 pur avendo la stessa diagonale e hardware interno più potente – e ovviamente è più facile da maneggiare. È stata probabilmente LG la prima a darci un “telefono grande che non sembra tanto grande” con il G3 e il G4, ma Samsung è riuscita ad andare un passo oltre.

Il nuovo Note infatti, tra le mani, non sembra poi molto più grande di tanti altri telefoni, è questo è probabilmente il maggior successo del nuovo design. Alcuni appassionati di Android di certo la penseranno diversamente, ma questo Note riesce bene a mantenere la tradizione e allo stesso tempo essere un oggetto che più richiamare un pubblico più vasto.

Io stesso mi colloco nel gruppo dei più appassionati quando si parla di Android e Note, ma mi piacciono davvero i vari miglioramenti esterni presenti nel Note 5. Mi capita spesso di dover usare il telefono con una sola mano e per questo apprezzo le dimensioni più compatte e l’ergonomia migliore; e visto che non ho mai avuto bisogno di una batteria rimovibile (me ne basta una portatile da 5000 mAh), e raramente ho sentito la mancanza di una scheda MicroSD, personalmente li trovo sacrifici del tutto accettabili. I vantaggi invece mi sembrano evidenti praticamente ogni volta che uso il telefono.

Galaxy Note 5 specifiche

Samsung è sempre al passo o davanti alla concorrenza quando si tratta di specifiche tecniche dei dispositivi di fascia alta, e il Note 5 non fa eccezione. Sotto al vetro troviamo infatti lo stesso processore Exynos 7420 (octa core) del Galaxy S6, in questo caso abbinato a 4 GB di RAM, con 32 o 64 GB di spazio per l’archiviazione. Lo schermo è un SuperAMOLED 5,7 pollici QHD (2560×1440), e posteriormente troviamo una fotocamera da 16 megapixel con stabilizzazione ottica. Completano il quadro connettività LTE Cat 9, Bluetooth 4.2, Wi-Fi e tutti i sensori del caso. Insomma il pacchetto completo.

Sistema operativo Android 5.1.1 Lollipop, TouchWiz
Schermo 5.7-inch QHD (2560×1440, 518 ppi) Super AMOLED
Processore Exynos 7420 octa-core (2.1GHz quad + 1.5GHz quad)
64bit, 14nm
Archiviazione 32 or 64GB, UFS 2.0
Non-expandable
RAM 4GB (LPDDR4)
Fotocamera posteriore 16MP, f/1.9, OIS, phase detection auto focus
4K video, slow motion video
Fotocamera anteriore 5MP, f/1.9
Network LTE cat.9
(network bands vary by market)
Connetività 802.11ac Wifi, 2.4/5GHz, MIMO (2×2), 620Mbps
Bluetooth v4.2 LE, ANT+
NFC, Location (GPS, Glonass, Beidou)
Sensori Accelerometer, Proximity, RGB Light, Geo-magnetic, Gyro, Fingerprint, Barometer, Hall, HRM
Ricarica Micro USB 2.0, Adaptive Fast Charging
Qi wireless, Powermat wireless, fast wireless charging
Batteria 3000 mAh
Non-removable
Dimensioni 153.2 x 76.1 x 7.6mm
Peso 171g
Colori black sapphire, white pearl, gold platinum
(colors will vary by market)

Galaxy Note 5 schermo e audio

Samsung è senz’altro tra i marchi migliori quando di parla di schermi, come dimostrano i fantastici pannelli montati sui suoi smartphone ma anche gli schermi che vende ad altri. Il Note 4 aveva uno schermo da 5,7 pollici davvero ottimo, e il Note 5 riesce addirittura a superarlo pur mantenendone dimensioni, risoluzione e tecnologia di base (Super AMOLED). Mettendoli uno accanto all’altro il Note 5 risulta più brillante e definito, con angoli di visualizzazione ancora più ampi.

galaxy note 5 bottom ports

Le differenze non sono di quelle che lasciano a bocca aperta, ma bisogna tenere in considerazione che si partiva già da uno schermo fantastico quindi anche un piccolo miglioramento è notevole. I colori sono di alta qualità, e l’alta densità fa sì che i pixel non siano mai visibili, e la luminosità massima permette di usare il Note 5 anche sotto la luce del sole – grazie anche agli automatismi sviluppati da Samsung.

Non c’è nulla di cui possiamo lamentarci a proposito dello schermo, così avanzato che non si percepiscono variazioni di alcuni tipo sul pannello. Davvero eccellente.

L’altoparlante invece non è altrettanto entusiasmante. Le dimensioni del telefono in teoria consentono di inserirne uno più grande, ma abbiamo semplicemente lo stesso già visto sul Galaxy S6. C’è una singola griglia nel bordo inferiore, tra la porta USB e l’alloggio della S Pen; è funzionale ma non particolarmente piacevole. L’ho usato per ascoltare qualche podcast mentre ero a casa, o ogni tanto per i video di YouTube, ma di sicuro non è l’ideale per guardarsi un film o anche un episodio di Games of Thrones, in particolare se volete farlo in compagnia.

Considerata la dimensione delle cornici, di certo non c’è spazio per altoparlanti frontali rivolti in avanti, e il design piatto della cover posteriore non offre altresì la possibilità di inserirli in tale posizione. Samsung aveva forse le mani legate, e forse questo altoparlante è il meglio che si potesse ottenere nelle sue dimensioni, ma comunque il risultato finale è appena sufficiente. In base a come si tiene il telefono, naturalmente, ci si potrebbe trovare a coprire lo speaker con la mano, il che in alcuni casi è un altro problema. Fortunatamente, comunque, sul mercato non mancano auricolari e altoparlanti Bluetooth.

galaxy note 5 front bottom half

A tal proposito, vale la pena segnalare il fatto che Samsung ha integrato sul Note 5 novità pensate per ottenere il miglior audio possibile, con supporto per segnali 24 bit/192 Kbps e upscaling per file MP3 di bassa qualità. Samsung ha anche un proprio protocollo Bluetooth per audio di alta qualità, che in abbinamento ai prodotti della linea Level può fornire segnali a 24 bit e 96 KHZ.

Galaxy Note 5 Software

Samsung non ha modificato molto l’interfaccia TouchWiz per il Note 5, in confronto all’ultimo aggiornamento del Note 4, e le differenze sono ancora minori se lo si confronta con il Galaxy S6. A parte modifiche minori al launcher, l’unica variazione notevole nell’interfaccia riguarda le icone, che ora hanno un aspetto squadrato con angoli arrotondati, più colorato e piatto. Lo stesso vale per le cartelle, che hanno la stessa forma e dimensioni delle icone delle app.

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Samsung ha fatto un buon lavoro nell’eliminare le funzioni inutili e razionalizzare la propria interfaccia, già con il Galaxy S6, e con questo Note 5 ritroviamo le stesse qualità. Vorrei comunque un ulteriore sforzo nello spostare più applicazioni Samsung (o tutte) nel Play Store; anzi, persino il negozio Galaxy Apps potrebbe diventare un elemento da scaricare in un secondo momento, per chi lo desidera, invece di essere integrato nel sistema. In ogni caso siamo già parecchio avanti (in meglio) rispetto a ciò che era TouchWiz con KitKat.

Restando in tema bloatware, ma andando oltre le applicazioni Samsung, tutto dipende dalla versione – se si compra il Note 5 con il contratto di un operatore ci saranno più app preinstallate. Il modello “neutro” che abbiamo provato invece aveva Facebook, Instagram, Whatsapp e Microsoft OneDrive. Queste applicazioni, se non altro, si possono disabilitare e non occupano molto spazio – avevo 24,44 GB disponibili sui 32 totali. La versione Verizon da 64 GB aveva più cose preinstallate, anche giochi, ma molte si potevano disinstallare; siamo partiti con 50 GB liberi su 64.

Ancora più interessante è il fatto che molte applicazioni Google, che siamo abituati a vedere preinstallate (a cominciare da Google+), sono invece assenti – chi le vuole può scaricarle da Google Play. Un’ottima cosa per noi utenti finali. Ma di questo dobbiamo ringraziare Google, non Samsung.

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La serie Galaxy Note ha sempre cercato di sfruttare al massimo lo schermo di grandi dimensioni, ma Samsung non lo ha mai fatto in modo efficiente. Semplicemente, gli oggetti erano più grandi, e questo rappresenta un’altra novità notevole: il Note 5 ha uno schermo con densità maggiore rispetto al Note 4, a livello del Galaxy S6 ma con dimensioni maggiori. Non è facile da spiegare, ma questa differenza significa che se gli oggetti a schermo sono grandi quanto quelli del Galaxy S6, su ogni schermata ce ne stanno di più. La casella “in arrivo” di Gmail mostra un paio di messaggi in più, Google Maps meno interfaccia e più strade, e il browser visualizza più contenuto senza bisogno di scorrere.

Potrebbe volerci un po’ per abituarsi all’alta densità dello schermo se avete usato un Note 3 o un Note 4, ma scoprirete che è un modo molto migliore di usare uno schermo grande, piuttosto che ingrandire gli elementi visualizzati. A parte un paio di incidenti con applicazioni che non prevedevano una densità tanto alta, ci ho fatto l’abitudine molto velocemente e se prendo un Note 4 ora tutto mi sembra enorme. Sfortunatamente se cercate un telefono con schermo molto grande per compensare eventuali difficoltà visive, il Galaxy Note 5 non fa per voi; è possibile aumentare la dimensione dei caratteri, dalle Impostazioni, ma nient’altro. Se questa è la vostra necessità, meglio considerare altri telefoni con schermo grande ma densità minore.

note 5 air command screens

Per ottenere risultati ottimali, naturalmente, è necessario anche un software che ci permetta di usare il grande schermo anche con una mano sola, quando è necessario. Samsung offre due diverse modalità “a una mano” integrate nel software: una riduce lo schermo di metà, ridimensionando i vari elementi, e si attiva premendo tre volte velocemente il pulsante home. L’altra invece fa scorrere permanentemente tastiera, tastierino numerico e qualche altro elemento in basso – a destra o sinistra. Entrambe sono utili solo parzialmente, ma creano anche una certa confusione. Per quanto sembri ingenua la funzione equivalente di iOS, è più funzionale di quella proposta da Samsung.

Galaxy Note 5 autonomia

Prima ancora che il Galaxy Note 5 fosse presentato ufficialmente, in molti già si lamentavano per la batteria. D’altra parte il Galaxy S6 non brilla da quel punto di vista, e il nuovo Note 5 ne ha una che è ancora più piccola rispetto al Note 4 (3.000 mAh, 220 in meno) e che non si può rimuovere. Potete anche smettere di preoccuparvi, perché l’autonomia del Galaxy Note 5 è del tutto soddisfacente.

galaxy note 5 battery life

Il Galaxy Note 5 ha lo stesso hardware del Galaxy S6, e fondamentalmente lo stesso software. Lo schermo è un po’ più grande ma molto simile. Presumibilmente quindi i consumi sono altrettanto simili, e ricordiamo anche che la capacità della batteria è circa il 17% più grande rispetto al citato GS6. Il fatto è che non ho avuto alcun problema da questo punto di vista, complice forse anche un’ulteriore ottimizzazione software.

Una giornata piena nel mio caso include un po’ di streaming musicale, riproduzione di podcast, fotografia, un sacco di email e social network, connessione Wi-Fi ed LTE, a volte un po’ di tethering. Giornate da 16 o 17 ore, al termine delle quali arrivano sempre con circa il 20% di carica, avendo impostato la luminosità dello schermo a 85% + automatico, e senza aver disabilitato alcuna applicazione o servizio. In confronto alla mia prova con il Galaxy S6, è un’autonomia superiore, grossomodo, del 20%.

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Con questo telefono si può affrontare l’intera giornata con una certa tranquillità, senza prendere misure speciali per aumentare l’autonomia. In nessun momento ho sentito la mancanza di una batteria rimovibile, né ho dovuto attivare la modalità a basso consumo, ricaricare a metà giornata o ricorrere alla batteria esterna che mi porto sempre appresso. Non ho avuto bisogno di ricaricare nemmeno quando sapevo che avrei cenato fuori, rientrando a casa più tardi, o preoccuparmi del consumo energetico usando la navigazione di Google Maps. Anche Phil ha ottenuto una giornata intera di autonomia, ma arrivando alla fine con un po’ meno carica residua. Di sicuro comunque riusciva a usare il telefono dalla colazione all’ora di addormentarsi la sera.

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Naturalmente Samsung sta cercando di fare il possibile per tranquillizzare quelle persone a cui manca la batteria estraibile, e gli sforzi comprendono la ricarica rapida Adaptive Fast Charging, ricarica Wireless Qi e due diverse modalità software per il risparmio energetico (normale e Ultra). Tutte soluzioni che aiutano ad avere il telefono sempre carico, soprattutto se avete giornate davvero molto piene. Avere queste funzioni integrate è un piacere, ma lo è anche il fatto che non sono necessarie.

Il Galaxy Note 5 inoltre integra anche la ricarica rapida senza fili, ma purtroppo i necessari dock Qi non erano ancora disponibili quando abbiamo fatto le nostre prove. Come i Galaxy, anche il Note 5 è compatibile con Qi e Powermat, e potete usarlo con i caricatori che avete già – ma ci vorrà più tempo.

Galaxy Note 5 Conclusioni

Il Galaxy Note 5 potrebbe non interessare a tutti, viste le sue somiglianze con il Galaxy S6, ma vanta comunque numerosi miglioramenti rispetto al precedente Galaxy Note 4.

Samsung ha rivisto infatti moltissimi dettagli, grandi e piccoli. Il telefono è più compatto e più facile da usare, i materiali migliori, l’hardware più potente e il software più raffinato, così come la S Pen; il tutto mantenendo un’autonomia del tutto accettabile. Anche lo schermo è migliorato, così come la fotocamera e il sensore d’impronte digitali – tante piccole cose che rendono il Note 5 un prodotto eccellente.

galaxy note 5 back blue full

Samsung si è sforzata per creare uno smartphone che piacesse a più persone, e se cercate un modello potente, con lo schermo grande e una fotocamera fantastica, potete smettere di cercare. Il prezzo naturalmente è molto alto, ma stiamo parlando di fascia alta dopotutto.

Se non volete spendere così tanto per un telefono, il Note 5 non fa per voi – almeno finché il prezzo non scenderà. E lo stesso vale se non potete fare a meno di una scheda microSD, anche se il numero di smartphone che le usa si riduce un anno dopo l’altro. Se vi piace ma credete che sia troppo grande, forse per voi è meglio il Galaxy S6.

Samsung ha fatto scelte sbagliate? Può darsi, ma sono sempre di più le persone che apprezzano la semplicità e la comodità della memoria integrata e non sentono il bisogno di un’espansione. Molti cercano uno schermo grande, o se non altro si stanno adattando alla tendenza di mercato. L’unico vero difetto del Galaxy Note 5 in effetti è il prezzo da capogiro, ma se potete permettervelo vale sicuramente la pena di prenderne uno.

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.