Stampato in 3D,utile per computer resistenti ad alte temperature

Esempio del materiale che si stampa in 3D, che si restringe con il calore (fonte: Qiming Wang)Esempio del materiale che si stampa in 3D, che si restringe con il calore (fonte: Qiming Wang)

Stampato in 3D un nuovo materiale composito ‘anticonformista’, che con il calore si restringe anziche’ dilatarsi: descritto sulla rivista Physical Review Letters da un gruppo di ricerca coordinato dal Massachussets Institute of technology (Mit), in futuro potra’ aprire la strada a nuovi materiali utili per realizzare componenti elettroniche, come i chip. sempre piu’ resistenti alle alte temperature.

La chiave per vincere questa sfida tecnologica potrebbe essere nei ‘metamateriali’, ovvero materiali compositi dotati di strane proprieta’ fisiche, spesso controintuitive, che non si trovano normalmente in natura, proprio come quelli prodotti dal gruppo coordinato da Nicholas X. Fang, ingegnere meccanico del Mit di Boston. I ricercatori hanno infatti realizzato strutture a forma di stella, grandi come zollette di zucchero, capaci di restringersi quando vengono scaldate a 282 gradi. Il loro comportamento ricorda quello della sfera di Hoberman, la coloratissima sfera giocattolo che grazie al suo sistema di cerniere e giunzioni puo’ espandersi e collassare su se stessa.

Le strutture a stella sono state prodotte grazie ad una particolare tecnica di stampa 3D, chiamata microstereolitografia, che genera la forma dell’oggetto desiderato grazie a un raggio laser focalizzato sulla superficie di una vasca contenente un polimero liquido che, colpito dalla luce, solidifica. Hanno cosi’ preso forma le piccole stelle ‘magiche’, formate da una serie di bastoncini realizzati con due materiali tradizionali, che reagiscono al calore espandendosi con velocita’ diverse: quelli piu’ esterni sono di un materiale piu’ rigido contenente rame, mentre quelli piu’ interni sono di un polimero elastico e facilmente espandibile. Con l’appropriato assemblaggio, la struttura finale finisce per restringersi in risposta al calore (variando il volume dello 0,6%), sebbene i suoi singoli componenti si espandano, il tutto grazie al gioco di spinte che i bastoncini esercitano l’uno sull’altro in questa particolare architettura.

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