Tutti i computer da gaming presentati al CES 2017

Sembrano macchine da corsa senza ruote, dentro sempre nuovi, fuori sempre uguali e sono il nuovo settore sui cui stanno scommettendo tutti

Anche Samsung si getta nella mischia con un portatile sicuramente potente ma decisamente derivativo, con un trackpad alquanto strano e forse poco ergonomico.

Samsung Notebook Odyssey 15 Anche Samsung si getta nella mischia con un portatile sicuramente potente ma decisamente derivativo, con un trackpad alquanto strano e forse poco ergonomico.

Consumer Electronics Show è senza dubbio l’occasione migliore per tastare il polso della tecnologia in ogni settore, dalleauto all’Internet of Things, dai telefoni ai televisori, passando per spazzole intelligenti, robot che piegano le magliette, droni, realtà virtuale eperiferiche di ogni tipo.

Tuttavia il settore dei computer per il gaming, soprattutto quello dei laptop, fa un po’ storia a sé. Di solito quando a una fiera di automobili vengono mostrate vetture dal design particolarmente assurdo, tamarro o esagerato poi restano solo concept, idee che difficilmente trovano la strada del mercato. Quando invece si parla di prodotti pensati per giocatori l’estetica alla Fast & Furious non solo è la norma, ma è quasi necessaria, le tendenze del 2017 parlano chiaro.

Secondo tutti i produttori di computer, l’acquirente medio di un portatile gaming è una persona che adora neon, forme esagerate, prese d’aria degne di una Formula 1 e così via.

La tastiera di un computer gaming (Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Se escludiamo alcuni modelli, che comunque non rappresentano il top di gamma, sarebbe come dire che per comprare un’auto dalle prestazioni di fascia alta un utente sia costretto a scegliere esclusivamente tra vetture sottoposte a modding massiccio.

Il risultato è che il design di questo genere di prodotti è praticamente fermo da anni e ancora vengono largamente adoperati materiali di basso livello, come la plastica o schermi tutto sommato non entusiasmanti, che cozzano terribilmente con le dotazioni interne di altissimo livello.

Ebbene, difficile a credersi, ma tutto questo accade principalmente per un solo motivo: le tastiere al neon vendono di più.

Un po’ è anche colpa delle aziende produttrici che non hanno in questi anni mostrato particolare inventiva nel settore gaming, prestando invece maggiore attenzione al design di altre categorie, un po’ è anche legato alla psicologia dei consumatori che quando spendono 2000 euro per un portatile poi vogliono che questo investimento sia sottolineato da lucine colorate, design aggressivo e altri accorgimenti estetici ereditati direttamente dal tuning.

D’altronde, su questo desiderio di apparire c’è chi ci ha costruito un impero. È il caso di Razer, che non si è mai limitata soltanto a creare prodotti tecnicamente buoni, ma anche esteticamente vistosi. Paradossalmente è anche l’unica a puntare su laptop potenti, ma dal design leggero… se escludiamo le tastiere con luci arcobaleno opzionali e il nuovo concept a tre schermi.

Per il resto, questo CES ci lascia con l’impressione che i laptop per il gamingstiano lentamente passando da stravaganti creature alla conquista di homepage a un settore vero e proprio. Sono sempre di più gli attori che cercano di conquistarsi una fetta di questo mercato — Samsung e Lenovo gli ultimi arrivati, proprio a Las Vegas — e la competizione porta anche alla comparsa di computer a prezzi più contenuti. Il problema però è che manca la spinta a fare qualcosa che non sia derivativo e già visto anni e anni fa quando Alienware e Asus iniziarono a proporre i loro primi concept.

Forse finora questa concezione è bastata, ma i gusti cambiano, i giocatori crescono, forse non sarà oggi né domani, ma verrà il giorno in cui i consumatori preferiranno qualcosa di differente, meno urlato, ma non per questo meno potente. Forse la via per fare in modo che i videogiochi siano presi più seriamente passa anche da un pizzico di understatement nei prodotti che vi gravitano attorno.

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.