Upthere: il cloud che funziona senza sincronizzazione

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I servizi di archiviazione cloud si stanno sempre più affermando come il futuro della gestione dei file personali. La praticità di poter accedere ai propri contenuti da più dispositivi e la sicurezza di avere una copia sulla nuvola sono senz’altro i due vantaggi chiave di questo successo.

Tuttavia non mancano gli inconvenienti come la file duplicati oppure le sincronizzazioni saltate. A risolvere tutte le problematiche dell’attuale tecnologia cloud ci prova Upthere, un servizio sviluppato da Bertrand Serlet, ingegnere software proveniente da una lunga esperienza dentro Apple.

Upthere vuole infatti “rivoluzionare” il concetto di cloud, eliminando la sincronizzazione e sfruttando lo spazio di archiviazione remoto come un vero e proprio disco di rete. Per questo il tutto gira intorno ad una serie di app che permettono la gestione e la creazione di certi tipi di contenuti.

Al momento sono disponibili le prime due: Upthere Camera, che permette di scattare foto e creare album condivisi, e Upthere Home, dedicato alla gestione di un po’ tutti i tipi di file.

Disponibili come beta chiusa per iOS, Android, e Mac i due prodotti permettono accedere direttamente ai contenuti senza bisogno di doverli scaricare o sincronizzare sui vari dispositivi. Ovviamente anche Upthere non è esente da problemi; il più evidente è senz’altro quello che in assenza di connessione non sarà possibile accedere ai propri file.

Forse Upthere anticipa anche troppo i tempi, sopratutto se si pensa ad un suo utilizzo in zone dove la rete scarseggia in quantità e qualità; tuttavia i più curiosi possono già richiedere di partecipare alla beta chiusa, iscrivendosi sul sito ufficiale del servizio.

Via: The Verge

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Facebook final

Se vorrete cambiare il vostro nome in Max Power, ora Facebook vi farà meno problemi

Andrea CentorrinoNella giornata di ieri Facebook ha annunciato di aver parzialmente rivisto i termini della sua policy sui nomi reali, richiesti in fase di iscrizione sul famoso social network: dopo una lettera aperta da parte di diverse organizzazioni di tutto il mondo, la società di Zuckenberg ha deciso di permettere l’utilizzo di nomi “particolari”, tramite due modifiche al suo regolamento.

La prima riguarda la possibilità di fornire informazioni addizionali sul proprio nome: questo permetterà al team di valutazione interno a Facebook di valutare perché una determinata persona in quel momento non può confermare il proprio nome reale.

La seconda invece riguarda le segnalazioni: chi segnalerà un utente perché il nome non risulta reale, dovrà anche fornire una spiegazione in merito. In questo modo, Facebook spera di limitare le segnalazioni “di disturbo”, inviate solo per fare un torto ad un utente.

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In aggiunta, Facebook non richiederà più un documento d’identità per la verifica del nome, e gli utenti “rimasti fuori” dai propri account potranno contare su un sistema più robusto e trasparente per riguadagnare l’accesso.

Nonostante queste modifiche, che verranno applicate a partire da dicembre, sulla carta Facebook continua ad obbligare l’utente ad utilizzare il proprio nome reale: questo perché, secondo la società, associando il nome reale di un utente alla sua attività online si riuscirebbero a limitare i contenuti “spiacevoli”. Ma purtroppo sappiamo che non è così. Cosa ne pensate della politica dei nomi di Facebook? Vi risulta efficace?

Via: EngadgetFonte: Facebook

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Giovane Siciliano di 36 anni appassionato di tecnologia in genere. Nutre una vera e propria passione per lo spazio ed anche per gli smartphone. Grazie a questo nuovo progetto vuole riuscire a portare l’informazione tecnologia ad un nuovo livello. Ora anche gli utenti meno capaci potranno trovare uno spazio in cui gli sarà facile masticare tecnologia.